Siamo tutte famiglie REALI

“Chi sarà incluso nella bolla natalizia della Regina?”, recita un articolo di pochi giorni fa del Daily Mail. Ebbene sì, anche Elisabetta deve sottostare alle regole imposte dalla pandemia da Covid-19, rinunciando al tradizionale festeggiamento natalizio presso la tenuta di Sandringham, che di solito vede presenti i suoi quattro figli, le loro famiglie, nipoti, bisnipoti, etc. 

Il che vuol dire che nella già chiacchieratissima famiglia reale inglese, da sempre piena di scandali, nota per la totale incapacità di gestire le questioni interne, soprattutto affettive (a differenza di una qualunque normalissima famiglia. O no?) Elisabetta dovrà scegliere con chi trascorrere il Natale. Quindi, di fatto, dovrà ammettere “chi preferisce”.

Mi viene in mente la puntata dell’ultima stagione di “The Crown” in cui il primo ministro britannico Margaret Thatcher riferendosi al figlio scomparso, dice “è il mio preferito.”; la Regina resta sconvolta da questa dichiarazione e ne parla con il marito, il principe Filippo, che con nonchalance le risponde che tutti hanno un figlio preferito, anche lei, pur non essendone consapevole. Alla fine della puntata, infatti, è chiaro a tutti chi sia il prescelto, ma la Regina non ammetterà mai di aver fatto una scelta (a differenza di una qualunque normalissima famiglia. O no?).

E se già ci sentivamo i protagonisti involontari di un film apocalittico, ecco che nella realtà sembra realizzarsi anche l’ottava stagione di The Crown, quella in cui, decenni dopo quell’ipotetica conversazione con il Principe Filippo, la Regina Elisabetta deve dichiarare a sé stessa e al mondo chi è il suo preferito, chi è il prescelto per i festeggiamenti natalizi (a differenza di una qualunque normalissima famiglia. O no?)

Ma veniamo a noi comuni mortali: l’ultimo DPCM ci chiede di passare i giorni festivi con una sola coppia, che potremmo visitare in casa, di scegliere quindi tra i genitori, i fratelli, i suoceri, le famiglie allargate o gli amici. Con chi faremo la tombolata la sera di Natale? 

Esistono almeno due famiglie nella vita di ognuno di noi: 

  • la famiglia d’origine, nella quale nasciamo, quella che non possiamo scegliere, quella che ci accompagna fin dai primi istanti di vita, con l’amore, i sorrisi, gli aneddoti, i modi di dire ma anche i litigi, le incomprensioni, gli allontanamenti; essa è composta da uno o due genitori e da eventuali fratelli, cugini, nonni.
  • e la famiglia nucleare, che ci scegliamo da adulti, quella con la quale facciamo il passo di uscire di casa, creare nuove tradizioni, creare una nuova intimità, (fatta comunque anche di litigi, incomprensioni e allontanamenti) creare, appunto, una nuova famiglia. Essa può essere composta da una coppia, sposata o non, dalla presenza di figli oppure no, ma anche da quegli amici con cui si crea una storia condivisa.

Il passaggio tra una famiglia e l’altra rappresenta un momento cruciale per tutti, sia dal punto di vista del singolo che dal punto di vista del “sistema famiglia”. Questo momento, chiamato “svincolo”, non sempre è agevole, non sempre è armonioso e, nonostante le apparenze, non sempre avviene

Il pensiero torna immediatamente alla Regina Elisabetta, che non è mai andata a scuola, ha vissuto tutta la vita con i suoi genitori, ha sposato un lontano cugino ed è molto presente nelle scelte dei figli e dei nipoti, in quanto essi non rappresentano solo figli e nipoti, sono i suoi eredi, coloro che proseguiranno “la corona” dopo di lei. Un po’ come se, nel suo caso, la differenza tra famiglia d’origine e famiglia nucleare non esistesse, ma si trattasse di un’unica famiglia d’origine che si tramanda di generazione in generazione. 

Ci è venuto il terribile sospetto che questo “sobrio Natale” sarà quello in cui le scelte, gli svincoli risolti, incompleti, complicati diventeranno evidenti. Ovunque ci giriamo si parla de “la crisi del Natale”: come scegliere con chi passarlo, come mettersi d’accordo e come accettare la scelta dell’altro. Sono persino nate delle comunità di twitter tipo #congiuntifuoricomune #congiuntifuoriregione in cui si legge Jessica: il mio ragazzo mi sta facendo decidere tra lui e la mia famiglia… Se decido la mia famiglia lui mi lascerà… Che bella situazione; 

o Anna che ne approfitta per sfuggire dal cenone: che ridere: in famiglia siamo in 7. Visto che sono intollerante al glutine, mi sacrifico io così da non avere problemi; 

o Gaetano: posso andare da mio padre con un solo membro della mia famiglia, per cui devo solo scegliere se lasciare a casa mia moglie o le mie figlie.

In parole povere, siamo tornati tutti bambini alti così, quando oltre un metro sopra di noi lo zio o la nonna inopportuni ci faceva quella famosa, terribile domanda: “a chi vuoi più bene?

Durante queste feste la parola “intimità”, connaturata al concetto di famiglia, acquisisce un senso più estremo: intima è la persona o le persone che farò entrare in casa mia, quelle che ho scelto per condividere con loro il rischio del contagio, sperando che anche loro abbiano scelto me. 

E allora, caro DPCM, non si può andare a mettere il dito negli affari di famiglia sperando di riportarselo a casa sano. Siamo in Italia, il Paese della famiglia per eccellenza, nessuno è disposto ad ammettere tutti i “non detti” che devono restare sotto al tappeto. 

Qui non si può mettere una coppia navigatissima di fronte al fatto che se sceglie di passare il Natale separati, dai rispettivi mamma e papà, ha fatto una scelta chiara, che prescinde dal DPCM, dalla pandemia e dalle cavallette; perché questa scelta è sempre stata lì, sepolta da mille scuse, mille “se potessi lo farei”. Se la Regina sceglierà il principe Andrea per passare il Natale, non sarà a causa del virus mutato, ma sarà lo specchio di un dato di fatto evidente ormai da decenni, che oggi è costretta a rendere pubblico.

Certo, come sempre accade, ci saranno diverse eccezioni, situazioni estreme connesse anche con condizioni di salute o altro, ma come spesso accade, le crisi mondiali, quelle vere, i problemi globali, quelli seri, scarnificano le cose e le riducono al nocciolo, a quella parte profonda e inespugnabile di ognuno di noi. I nostri noccioli ora sono sul tavolo del cenone di Natale, sarà forse arrivato il momento di affrontarli?

T. Federico e C. Fusco