Alice

C’era una volta Alice, che viveva nel Paese che NON era delle Meraviglie, ma c’era la mozzarella buona. Nonostante i latticini, Alice non poteva sopportare che quel posto non fosse come lo voleva lei, e diceva sempre:
-Mi chiamo Alice e merito di stare nel Paese delle Meraviglie!
Un giorno riuscì finalmente ad andarsene da lì, ma senza prendere treni né pasticche, semplicemente il Paese cambiò, tutto d’un colpo, e lei si ritrovò in un altrove spaventoso, senza aver mosso un piede.
-Santo cielo! Qualcuno mi spiega cosa succede?
Chiese al Cappellaio Matto, che nel frattempo aveva aperto una tabaccheria con slot machine, per arrotondare.
-Non lo so xkjduejehwnem, so solo che shutayaienrb nando sbhsjeb perché così è brutto.
Alice non capiva bene cosa dicesse il Cappellaio, perché nel nuovo Paese alcune persone, mica tutte, non avevano la bocca e il suono usciva dagli occhi.
Dopo aver comprato un gratta e vinci, andò a chiedere spiegazioni al Bianconiglio, che se ne stava addormentato davanti al cinema chiuso.
-Bianconiglio! Ma che fai, dormi?
-Sono stanco Alice, tanto stanco.
-Ma come, proprio tu?
-Tutti prima o poi si stancano.
-Ma cosa è successo, Bianconiglio! Perché il Cappellaio non festeggia?
-Sta aspettando che torni tutto come prima.
-E tornerà?
-Che ne so? E poi tu che vuoi? Non ti è mai piaciuto qui.
-Ma io volevo il Paese delle Meraviglie!
-Quando lo trovi vieni a svegliarmi. YAWN….
-Bianconiglio! Svegliati! È tardi! Dobbiamo fare qualcosa!
-Uffa! Giuro che tra cinque mesi mi alzo…
E si riaddormentò. Ormai si erano fatte le sei e tutte le porte si chiusero.
-Dove siete, amici?
La Regina di cuori, che aveva appena abbassato la saracinesca della Sala Bingo, si affrettava verso casa.
-Regina, ti prego, fa’ qualcosa!
-Io? E perché?
-Sei la Regina!
-Nel nuovo Paese non conto niente.
-Ti prego Regina aiutaci a tornare come prima.
-Il prima non esiste più, c’è solo un dopo e come sarà non lo decido io.
-E chi?
-Tutti.
-Siamo diventati tutti re?
-Sì, Alice, siamo diventati tutti re.