Swing

L’ultima volta che sono stata ad una serata, si trattava di un evento swing.

Non avrei mai immaginato che ad oggi, a distanza di 3 mesi, potessi associare a questa parola così bella un significato così diverso.

Perchè quando, guardando il discorso di Conte in TV, appresi che l’intera Italia era da considerare “zona rossa”, non realizzai cosa stava accadendo.

E come sarebbe cambiata la mia vita.

E le vite di tutti noi.

E’ stato, e lo è tutt’ora, vivere come in una bolla di sapone, sospesa su un’altalena.

Innanzitutto perchè sembra di vivere in un film.

E poi perchè la bolla di sapone, in questo caso è la mia casa.

La bolla di sapone è anche la mascherina. 

Sia la casa che la mascherina sono parole ormai inflazionate ed alle quali ci appigliamo come un’ancora per salvarci da questo mostro che non è tangibile, ma fa tanto male.

Il bipolarismo regna sovrano, qui sopra sulla mia altalena.

E mentre oscillo lentamente passo dall’euforia estrema alla tristezza profonda.

A tratti penso di essere fortunata.

La mia famiglia sta bene, io sto bene e ho tanto tempo per dedicarmi allo studio ed alla creatività.

Altri giorni, invece, insonnia e ansia mi assalgono accompagnandosi alle solite domande.

Sempre le stesse.

Quando tornerò a lavorare?

Riuscirò a ricreare tutto quello che avevo costruito?

Cosa accadrà al mondo della musica, dello spettacolo e dell’arte?

E continuo a cullarmi sull’altalena, che mi aiuta anche ad esorcizzare la paura, illudendomi che sia tutto finto. Un gioco.

Ed in queste eterne giornate dove tutti noi cerchiamo di pensare che #andràtuttobene ed abbiamo tutta la buona volontà di incanalare le nostre energie in qualcosa di positivo, costruttivo e che ci faccia stare meglio.

Ecco perchè, ad oggi, la parola swing rende perfettamente l’idea di come mi sento.

Sospesa nel vuoto, senza sapere cosa sarà di questa situazione e come evolverà.

E non c’è nessuno che possa rispondere a queste domande.

Perchè, di base, la più grande fonte di stress è causata dall’incertezza.

Ed allora, la migliore cosa da fare è appunto: migliorarci.

Circondatevi di musica, telefonate che fanno bene al cuore, un buon libro e concedetevi un buon bicchiere di vino davanti alla tv, la sera.

Io, intanto, continuo a stare qui, dalla mia bolla di sapone a Pescara, vi osservo e cerco anch’io di capire come completare questo puzzle.

Alessia Amico