Basta poco, basta un virus

Ora che ci mancano gli abbracci

vediamo l’abisso delle nostre assenze

e basta poco per vincere le pretese.

Tra minacce e promesse “Restate a casa”

dicono ai vecchi soli, ai ragazzi impavidi,

agli sposi differite nozze

e alle strade spalancate e vuote.

Ci smarrisce il calore del fiato che contagia,

l’immobilità imposta al corpo e le cadute silenziose.

Poco è bastato per farci capire chi comanda,

uno scarabocchio tondo, i suoi rostri appuntiti

si infilano scaltri nelle pieghe nascoste.

Sappiamo ora più di sempre che siamo vinti

facilmente da un battito d’ali sperduto nella neve.

E basta poco per essere spazzati

via nel buco nero della rarità.

Necessaria appare una repentina conversione

alla lentezza e frantumare il superfluo

nelle istantanee preziose di ogni atto.

Dire “Come Stai?” non per complimento

e chiedersi cosa conta davvero

nell’essenziale attitudine dell’amore.

Per il bilancio di un’inversione di rotta

è chiesto a tutti di partecipare.

Ora c’è un gran traffico di sguardi,

e un intenso tam-tam nell’etere.

Sarà questo filo invisibile, il magnete che

accoppia l’atomo al suo nucleo, la rete che

salva

il naufrago nell’oscillante perpetuo moto?

Poesia di Rossella Seller (dono per tutti)


Rossella Seller