Giorno 14

24 Marzo

Positivi totali 63928 (+4790)

Deceduti totali 6078 (+602)

Sto benissimo. Fuori c’è un sole piatto, senza rumori. In Puglia nevica. 

L’inquinamento si è ridotto ovunque.

Lepri, cigni, volpi, fenicotteri, ricci, anatre, cinghiali passeggiano indisturbati nei centri città.

Sto bene.

Sto molto bene.

In mancanza di lavoro e prospettive, sto facendo dirette Facebook, come valida alternativa.

Quindi alle dieci di mattina sono già perfettamente truccata acqua e sapone (spatolate di prodotti creati per non essere visti). Il light ring che ho recentemente acquistato si è rivelato il grande protagonista della mia quarantena, con quell’effetto luce assoluta che spiana pure le foglie della pianta all’ingresso. Sono pronta per la diretta, in cui affronto argomenti pregnanti quali la bellezza naturale, la ricetta della parmigiana e il segreto per tenersi in forma stando spiaggiati in casa. Quando finisce la diretta spengo tutto e si spalancano le porte del non mi va di fare un cazzo, della stessa tuta da una settimana, dei peli che nonostante il laser si sono ripresi i loro bulbi e che, per qualche motivo a me ignoto, Pietro non vede, e se ne vede uno, ride e intavola con lui una conversazione come se fossero vecchi amici. I suoi preferiti sono i baffi. Se me ne spunta a tradimento qualcuno, lo capisco da come Pietro iniza a fissarmi sopra la bocca, prima di avvicinarsi cauto, con due dita a pinzetta, per cercare di strapparmeli. E più io arrossisco più si diverte. Lui che, essendo evidentemente una creatura aliena sbarcata sulla terra pochi giorni fa, riesce a dire cose tipo: come sei bella amore mio, così, acqua e sapone.

Acqua e sapone:

rinoplastica,

intervento laser per miopia,

botulino ai muscoli corrucciatori e alle zampe di gallina,

biostimolazione di viso e collo,

copertura dei capelli bianchi e colore,

filler occhiaie,

filler zigomi,

filler labbra,

filler,

siero all’acido ialuronico,

siero alla vitamina c,

palestra tutti i giorni inclusi i week end,

mutande contenitive,

estensioni ciglia,

tatuaggio contorno labbra,

tatuaggio sopracciglia,

sbiancamento denti,

mascherine riposizionamento denti,

radiofrequenza viso collo e glutei,

depilazione laser total body.

Durante l’interessantissima diretta di oggi c’era anche Claudia; le ho chiesto di spiegare le basi del knitting, il lavoro a maglia, di cui lei è espertissima. Appena mi arriva la lana inizio anche io. Dritto e rovescio come se non ci fosse un domani. Farò una sciarpa lunga sei metri che mi ricordi questi giorni. E racconterò ai miei figli che io c’ero, che quella sciarpa ne è la testimonianza; mi guarderanno con occhi pieni di ammirazione e scriveranno libri, canzoni, film, in cui racconteranno che i loro genitori, in particolare la loro madre, c’erano.

Chissà se loro ci saranno, però.

I miei figli, dico.

Do sempre per scontato di sì.

E sono anche certa che creeranno qualcosa di pazzesco, senza la quale nessuno potrà più vivere.

Il che sarebbe più che plausibile, se solo la fecondazione in vitro non fosse stata rimandata a data da definirsi e io tra cinque minuti non compissi quarant’anni.

Le mie ovaie non mi parlano più e i figli sono solo nella mia testa. 
Anche se non li ho mai veramente, oggettivamente, praticamente voluti. Almeno, non nel presente; nel futuro sì! Un futuro molto, molto lontano. Ma le minacce della mia ginecologa alcolista mi hanno indotta a pensare che forse sarebbe stato meglio non continuare a cincischiare. Quindi, una manciata di aperitivi prima della pandemia, mi sono convinta che il presente fosse arrivato. Che sono pronta. Che tutti i piani che avevo fatto solo nella mia testa, ora potevo iniziare ad applicarli. Al limite, quando saranno nati, potrei far loro un riassunto del progetto che li vede protagonisti assoluti, così da non farli sentire esclusi. Non oseranno ribellarsi. Voglio dire, dopo aver passato così tanti anni a immaginarmeli e a sognare come sarebbero diventati, non vorranno mica che li guardi per quello che saranno davvero?

Mamma.

Dimmi Virginia Ludovica Lucrezia Luna Asia Amelie.

Ma tu, durante la pandemia del 2020, cosa facevi?

Le dirette Facebook.

Ore 22.00

Positivi totali 68176 (+5249)

Deceduti totali 6820 (+743)

Tg della sera. E’ iniziata la santificazione dei medici in prima linea nella lotta al Covid-19. Iniziano a girare disegni, foto, c’è addirittura un disegno che ritrae tutti i supereroi più famosi e in mezzo hanno aggiunto un medico.

Saresti potuta essere lì.

Stai dicendo che sarebbe stato meglio?

Lo hai detto tu.

Ho fatto la mia scelta. E ne vado fiera.

Bene.

La mia tesi è stata in immunologia, sull’HIV.

Cos’è?

Un virus.

Ma pensa.

Il mio relatore era famoso.

Cosa c’entra?

Niente.

Una tesi su un virus…

Di cui non ricordo una sola parola. Tranne le mattine in reparto, la sensazione di stare in un posto importante; mi faceva stare bene.

Cosa?

Esserci. L’ho discussa nell’Aula Magna, davanti lo schermo gigante, tipo cinema, con le slides proiettate sullo sfondo del mare, cosa che fu considerata rivoluzionaria. Ma che mi fregava? Quello era il giorno della mia liberazione. Ce l’avevo fatta. Avevo arraffato ben trentasei esami.

Quanti?

Scippo di laurea con lode.  

Lode?

Avevo la media altissima.

Sto per addormentarmi, ma ti ascolto, giuro.

Credo che ci riescano bene solo le cose che non sono importanti per noi.

Mmm…

Ma non l’ho gettata via, è ancora da qualche parte in una soffitta. O in una cantina…?

Hai perso la tua laurea?

No!

L’hai persa.

L’ho consegnata a mia madre, quel giorno stesso. L’ha persa lei, semmai.

Perché mi dici tutto questo?

Perché sei il mio cane, è tuo dovere ascoltarmi.

Da quanto tempo non senti la tua analista?

Non sa attivare le terapie su Skype.

Chiamala domani.

C’è solo una cosa che in questi giorni mi bombarda le orecchie.

Mmm..

Giuro per Apollo medico e Asclepio e Panacea…

Chi?

e per tutti gli dei e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di  insegnare quest’arte senza richiedere compensi né patti scritti; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato dagli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.1

Teresa Federico

  1. Giuramento di Ippocrate, 430 AC []