via Fornai, 44
ore 21
21 novembre - Catania

PROGRAMMA
"un mondo che sembra avere più a che fare con la Fantascienza e con Kubrick che col contenuto del nostro frigorifero..."
OUR DAILY BREAD ( UNSER TAGLICH BROT)
di Nikolaus Geyrhalter - 92:00 - 2005 - Austria
Nikolaus Geyrhalter Filmproduktion Gmbh (Vienna)
Benvenuti nel mondo dell’industria alimentare e dell´agricoltura high-tech.
La particolarità di "Il nostro pane quotidiano" consiste semplicemente nel mostrare la "normalità" con la quale l´uomo sfrutta vegetali ed animali per il proprio supposto fabbisogno.
Questo disturbante senso di "normalità" diventa invasivo anche per via della qualità politica della stessa narrazione: assoluta assenza di voce narrante, interviste o cartelli.
Le immagini ad alta definizione ed i loro rispettivi suoni, magari con un rigore un po’ troppo austriaco, si susseguono dall’inizio alla fine con la massima evidenza ed oggettività. Nessuna immagine sembra essere stata "rubata" o filmata di nascosto.
Ci accorgiamo minuto dopo minuto come, nel corso della produzione, animali, piante e terreno siano trattati e ridotti ad "oggetti", esattamente come il legno ed il metallo e tutti gli altri materiali inerti.
Alcune immagini ci sembrano più familiari, altre sono inedite e perfino surreali. È curioso notare, per esempio, che per l´uccisione degli animali talvolta permangono mezzi e sistemi più artigianali che industriali.
Per il resto: Buon appetito!
Vincitore del Premio Speciale della Giuria all’Amsterdam International Documentare Film Festival(2005), migliore documentario all´European Film Awards (2006) ed all’Ecocinema International Film Festival (2006).
Per approfondimenti potete consultare il sito web del film (e soprattutto leggere lo straordinario "Fast Food Nation" libro di Erick Schlosser (Marco Troppa Editore, 2002), molto più interessante dell´omonimo film.
KJFG NO.5
Alexei Alexeev, animazione, 2008, Ungheria, beta sp
Tre "professionisti", L'Orso, Il Coniglio e Il Lupo suonano nel bosco, sino
all'arrivo improvviso del cacciatore...
L’animazione viene proiettata per gentile concessione del Busho Film Festival di Budapest.
PER ESEMPIO
di Antonio Maddeo, docu-fiction, 1972, Italia, 40’, 16mm
Girato tra Enna e Catania, anteprima assoluta per il pubblico catanese, Per esempio è un film da poco restaurato di uno degli intellettuali più geniali di Enna, filmmaker indipendente e autore teatrale.
Un arguto apologo sullo sfruttamento dei pochi padroni violenti sui più, chiamati col nomignolo di “gianni”, lavoratori, deboli e indifesi, costretti nell’ingranaggio alienante del sistema capitalistico, mafioso-parassitario di una classe dominante che detiene anche gli strumenti culturali per spegnere umanità, dignità e creatività nei soggetti sottoposti. Il mediometraggio, realizzato dall’autore con il collettivo “Cinema contro”, è un esempio efficace di cinema di ricerca e politico in cui la tensione etica e didattica è veicolata da un linguaggio naïf e potente. La voice over ammonisce “i gianni” a guardarsi dagli inganni di un potere che ripete nei secoli il meccanismo obsoleto e sempre attuale di un potere economico che calpesta ogni anelito alla giustizia, alla libertà, all’uguaglianza. Dalla preistoria sino ai nostri giorni, dalla scuola alle fabbriche alle caserme sono sempre “i gianni” a lasciarci la pelle per permettere “ai culi dei figli di papà di scaldarsi sulle sedie lasciate libere”. Un pamphlet senza appello, diretto al cuore del sistema, ci racconta la disumanizzazione ad opera di uomini preistorici incravattati e travestiti da persone civili. La musica classica o dissonante è usata in senso antifrastico o per enfatizzare le ferite di una realtà disgregata, balorda e violenta; la mimica degli attori fa pensare al cinema delle origini, certe trovate - utilizzo di foto e voci contraffatte in senso sarcastico - e inquadrature risentono della libertà creativa della Nouvelle Vague e di Godard, in particolar modo. Ma il linguaggio di Maddeo è originale e riconoscibilissimo. Libertario, tutto cose e idee, senza peli sulla lingua, sempre diretto, non lascia luogo ad ambiguità di sorta. Gli scenari cambiano ma i rapporti tra gli uomini si fondano sempre sullo sfruttamento politico-mafioso dei pochi sui più. Oggi come allora.
Si ringrazia la famiglia Maddeo per la gentile concessione del film e Angelo Barberi per la consulenza e la collaborazione.
“Io penso che il ruolo politico esiste in qualsiasi persona si occupi di spettacolo, perché nel momento in cui sa che ci rivolgiamo a una quantità di spettatori che noi ci immaginiamo illimitata, nel momento in cui parliamo agli altri, parliamo agli altri di come si vorrebbe che fosse la società. Questo anche se uno è conservatore. A maggior ragione anche quando minoritariamente si sta all’opposizione, perché, allora, quello che tu pensi sia necessario alla gente, è qualcosa che tu devi contribuire a costruire”.
Cecilia Mangini
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Fitzcarraldo, Ragusa
18 aprile 2008

NICKEL
di Cane CapoVolto
durata: 3'
Italia 2000
Il film è stato realizzato semplicemente sottoponendo a diversi 3 bagni di candeggina una pellicola 35mm. In tal modo la dissoluzione controllata della emulsione cinematografica diviene uno spettacolo. Diversamente da una normale sequenza di un film, in cui un secondo di visione è la somma e progressione di 24 singoli fotogrammi, qui le variazioni di fotogramma in fotogramma sono talmente repentine che in un secondo di visione solo alcune situazioni ottiche hanno il sopravvento su altre che l'occhio umano non ha il tempo di registrare.
UNTITLED (score)
di Nelson Henricks
durata: 6'
2007
Si tratta della visualizzazione di una partitura sonora o meglio del tentativo di creazione di un alfabeto iconografico. Lo schermo è il campo di relazioni tra 16 diverse immagini fotografiche che contemporaneamente si avvicendano ricercando assonanze e dissonanze linguistiche.
IL GRANDE FREDDO
di Alberto Grifi
durata: 20'
Si tratta del film più poetico e sperimentale di Alberto Grifi, dedicato all'amico pittore Falzoni, stralunato protagonista del cortometraggio.
RIESUMAZIONE
di Carlo Michele Schirinzi
durata: 05'00”
Italia 2002
…bianconera riesumazione filmata…
Una delle commissioni più interessanti che ho avuto.
THE DOLL
di V. Nagy Attila
durata: 08'00”
Selezione dal Busho Budapest Short Film Festival 2007
WELCOME TO THE MACHINE
di Simonyi Balazs
durata: 06'00”
Selezione dal Busho Budapest Short Film Festival 2007
SPACCHIUFO
di Pietro Scuderi
durata: 12'00”
Spacchiufo nasce paradossalmente a Siena, in un momento di saudade siciliana.
Immaginate di trovarvi improvvisamente faccia a faccia con un alieno che parla e si comporta come il più gretto e ignorante degli isolani: questo racchiude l'amorfa e irriverente pallina con tre occhi..
Spacchiufo rappresenta tutti noi, nel bene e nel male. Se dovessi incontrare un extraterrestre, preferirei comunque incontrare Spacchiufo.
CITTA' SORDA
di Sebastiano Pennisi ed Enrico Sorbello
musica di Alessandro Zambito, eseguita da Enrico Sorbello e Alessandro Zambito
durata: 03':00
Una petizione dei cittadini di fine '800 per la costruzione di un teatro pubblico. Oggi un violoncellista suona in strada, inascoltato,.davanti alla facciata del Teatro Bellini, un'opera pubblica incompiuta, a Acireale.
JEAN PAUL
di Francesco Uboldi
durata: 08'00”
Villaggio di Baloum, un angolo di mondo remotissimo e incontaminato tra le montagne del Camerun. Jean Paul è nato e vissuto lì. Sta morendo incatenato a un albero, vittima del malocchio e delle credenze magiche. Da giorni non gli danno da bere né da mangiare. Jean, l'uomo che lo ha preso in consegna, racconta di un diabolico anello.
“Per me era inevitabile confrontare la condizione proletaria con la nostra di cinematografi. Per me i riformisti erano proprio gli artisti abbarbicati al miserabile privilegio di descrivere voluttuosamente la propria alienazione. Sarebbero stati gli ultimi a capire di essere servi del potere massmediatico, uccellini che cantano senza la forza di rompere la gabbia che li imprigiona. E' infatti quando i processi rivoluzionari falliscono nella vita che la creatività ripiega sull'attività artistica. Ed è proprio quando la creatività si concretizza in opera che il capitale la mette sotto controllo, mercificandola, organizzandola in spettacolo, rendendola impotente. Al contrario, in una società in rivoluzione è la realtà stessa che diviene il luogo della creazione permanente. A condizione che la nuova vita non cada mai al di sotto dell'intensità dei momenti più alti della vecchia arte.
Per me era ora di buttare nel cesso le sceneggiature scritte in un linguaggio la cui sola sintassi è la regola del mercato.
Per realizzare il cinema che ho sempre amato, bisognava liquidarlo, trasformare i sogni che contiene in vita vivente, in una vita nuova.”
Alberto Grifi
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Catania, 27 marzo 2008
Zo, ore 21

Programma
Alberto Grifi, Il grande freddo, 1971, col, [20′38″]
Un film sulla pittura e la sua negazione. Giordano alle prese con la Bella Addormentata. È una sfida. Riuscirà l’arte, libera dai musei e dalle accademie, a restituire alla bambina stuprata e abbandonata sulla neve il desiderio di vivere? Giordano, Principe Azzurro carico di schiacciafarfalle e giochi ottici rotanti, arranca affondando nella neve e…ma la creatività rivoluzionaria non è quella che fa cantare l’uccello in gabbia: è quella per la quale l’uccello prigioniero la gabbia la rompe!
Alessandro Barbadoro, Sulle macchine, 1985, [70']
Grifi spiega come i macchinari da lui stesso inventati siano nati da una urgenza espressiva innovativa e sperimentale
Biografia di Alberto Grifi
Nato a Roma il 29 Maggio del 1938, in un’officina dove suo padre costruiva truke e macchine da presa speciali, Alberto Grifi è considerato tra i primissimi autori di quello che fu chiamato cinema sperimentale italiano. Pittore, regista, cameraman, fonico, attore, fotografo pubblicitario di aereoplani, moda e arte figurativa, autore di dispositivi video-cinematografici come il “vidigrafo” che nel ‘72 servì per trascrivere su pellicola Anna, primo film videoregistrato in Italia.
Comincia ad amare la cinepresa quando, nel 1963, filma lo spettacolo teatrale "Cristo '63" di Carmelo Bene. Successivamente, lo spettacolo stesso verrà vietato dalla questura e tutte le copie di quella ripresa andranno distrutte
Nel ‘64 è autore con Gianfranco Baruchello de La verifica incerta, primo film sperimentale italiano: un massacro cinematografico di film hollywoodiani degli anni ‘50, rimontati pensando al Dada. Proiettato per la prima volta a Parigi in una saletta di doppiaggio agli Champs Elysées, suscitò l’entusiasmo di Marcel Duchamp, Man Ray, Max Ernst. John Cage, entusiasta della colonna sonora, lo presentò al Moma e al New York Museum of Modern Art. Questo metodo di montaggio, questo “detournement”, fu ereditato dalla trasmissione televisiva “Blob” molti anni dopo.
Dopo In viaggio con Patrizia (1965), firma un altro documentario, No stop grammatica, un happening durato 12 ore nella libreria Feltrinelli di Roma.
Teorico degli effetti speciali descritti come una "nuova grammatica visiva capace di descrivere la nuova geografia di percezioni e immaginari sconfinati", si oppone all'estetismo dei film in cassetta, rei di svendere gli stereotipi borghesi. Condannato a due anni di carcere, sconta la sua pena che va dal 1968 al 1969, e con il drammatico Anna (1975), scrive alcune delle pagine fondamentali del cinema italiano. Questo cult movie, che tratta la storia di una sedicenne sarda tossicodipendente e incinta, si avvale, sul versante tecnico, del vidigrafo, un'invenzione di Grifi che permise la trascrizione del nastro video su pellicola 16mm.
Entrato nel gruppo dei "Videoteppisti" (1976), continua la sua produzione di documentari su lotte sociali, sui comportamenti del Proletariato Giovanile e sulla lotta alle istituzioni come: gli ospedali psichiatrici (Il manicomio – Lia, Il preteso corpo), il carcere (Michele alla ricerca della felicità). Negli anni Ottanta, diventa regista di "Mixer" e, non di rado, lavora negli States, in America Latina, Australia e nel Sud-est Asiatico. Regista radiofonico, continua a concedersi come documentarista ne La prima volta che Zavattini provò a usare un videotape (1993) e Leoncavallo, i giorni dello sgombero (1994). Dopo essersi concesso come attore per Carola Spadoni in Giravolte (2001), si ammala ed entra in coma il 20 aprile 2007. Muore tre giorni dopo al Sacro Cuore di Roma.
Filmografia essenziale:
La verifica incerta (1965)
In viaggio con Patrizia (1965)
Transfert per camera verso Virulentia (1967)
Non soffiare nel narghilé (1970)
A Saro crescono i capelli per amore (1970)
Vigilando reprimere (1970)
Il Grande Freddo (1971)
Anna (1975)
Il manicomio – Lia (1977)
Il preteso corpo (1977)
Michele alla ricerca della felicità (1978) (TV)
Dinni e la Normalina, ovvero la videopolizia psichiatrica contro i sedicenti gruppi di follia militante (1978) (TV)
La prima volta che Zavattini provò a usare un videotape (1993)
Leoncavallo, i giorni dello sgombero (1994)
Addò sta Rossellini? (1997)
A proposito degli effetti speciali (2001)
L'occhio è per così dire l'evoluzione biologica di una lacrima (2007)
L'autoritratto Auschwitz (2007)
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Catania, 28 febbraio 2008
Lomax - via Fornai, 44

Per la 15a edizione de La Paura Mangia L'Anima, la redazione "La Paura" ha progettato una serata di improvvisazione totale.
Ian Halliday e Stephen D., Conway interagiranno (leggendo testi propri) con il duo musicale Jargene & Tulafilla, proiezioni di film super-8 anni '70
(tra cui "Logan's Run" / La Fuga di Logan !) dilateranno ulteriormente il Tempo e lo Spazio.
Cold Iron Bones è un progetto aperto a chiunque, non sapendo suonare, vuole esprimersi attraverso i suoni. I testi sono rimaneggiati e plagiati da scritti di Alessandro Aiello.
Osceni e furiosi.
La Paura Mangia l'Anima ha il piacere di ospitare in anteprima nazionale i nuovi brani del chitarrista/autore della band indie-rock Tramuntana. Mapuche è uno stralunato cantautore catanese con una vena lolliana-claustrofobica. La sua voce sembra affiorare dal lerciume di una latrina.
“You dont need a weather man
to know which way the wind blows”
Bob Dylan, da Subterranean homesick blues
“Fanculo la tecnica, l'importante è l'anima di chi suona”
Giovanni Lindo Ferretti
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31 gennaio 2008
Zo, ore 21

- "Realtà-finzione" di Sebastiano Pennisi (40')
- "Sulla Fotografia" di Zoltan Fazekas (30')
- "Tra Antropologia e Cinema di Propaganda" di Alessandro Aiello (40')
- "Mdf" di Gaetano Cappa, opera radiofonica (17')
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